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Capelli europei, capelli indiani, capelli remy

Guide

I Capelli
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I capelli protesici si dividono in 7 categorie: A, B, C, D, E, F e G, a seconda della percentuale di capelli non umani (sintetici, animali, vegetali) presente.
La
A è la categoria che contiene il 100% di capelli umani. La G il 100% di capelli non-umani.

C'è poi la suddivisione remy e non-remy.
I capelli remy, quasi esclusivamente indiani o indonesiani, sono capelli vergini, non trattati, accuratamente selezionati per la loro bellezza e raffinatezza (somigliano agli europei e per questo sono considerati pregiati) e vengono mantenuti, dopo la raccolta, orientati tutti nello stesso verso, capaci quindi di essere inseriti negli impianti con un grande effetto di naturalezza e senza aggrovigliamenti. Fossero lavorati alla rinfusa, venendo poi inseriti come capita, si avrebbero affiancati capelli con verso discordante ed ovvio ed inevitabile agganciamento tra le squame del cuticolo (capelli intricati ed impettinabili) ed effetti cromatici innaturali, soprattutto alla luce del sole.
La bellezza dei capelli ed il vincolo del mantenere l'orientamento naturale lungo tutte le fasi della lavorazione (con ovvi maggiori costi) porta ad un logico aumento del prezzo del prodotto finito.

I capelli non-remy sono tutti gli altri, quelli che vengono raccolti e lavorati alla rinfusa, visto che tanto subiranno molti trattamenti che li renderanno privi di verso, in quanto decuticolati e resi lisci, ed inseribili sulla protesi così come capita.

I capelli cinesi (o semplicemente asiatici): sono molto spessi, quasi tre volte quelli europei; sono naturalmente lisci, e con una colorazione nera o castano scura. Sono di buona qualità, molto resistenti chimicamente e meccanicamente e disponibili a bassissimo costo. I trattamenti però li danneggiano grandemente, così da renderli incapaci di resistere all'ossidazione per più di qualche mese.

I capelli indiani o indonesiani (a volte definiti anche italiani): hanno una struttura più simile alla nostra, che va dal sottile al medio spessore, e un "corpo" dal dritto al leggermente mosso.
Sono di buona qualità, e soprattutto disponibili in discreta varietà. La lavorazione viene eseguita a costo basso, anche perché, essendo più sottili e fragili dei capelli cinesi, richiedono e sopportano meno trattamenti. Sono quindi convenienti, specialmente se si sceglie materiale remy, e anche se non particolarmente economici alla fine dei conti il costo è sensibilmente inferiore a quello dei capelli europei. Se per ridurre il costo si usa materiale non remy si ottiene invece un prodotto davvero scadente: la energica rimozione del cuticolo li rende troppo sottili e quindi fragili.
Oltre a ciò, nel caso di capelli mossi, subiscono anche il trattamento per dare l'ondulazione, con conseguente indebolimento dei capelli e minore durata nel tempo.

I capelli europei (detti anche russi o caucasici) sono quelli più adatti alle nostre capigliature. Sono lisci o leggermente mossi, con colori dal biondo al castano scuro. Non richiedono quindi decuticolazione e spesso neppure colorazione, a tutto vantaggio della naturalezza, dell'integrabilità, della setosità e soprattutto della durata.
Sono però difficili da trovare e, per questo, costano molto.

Come si vede, i capelli indiani e cinesi, nella larga maggioranza dei casi (cioè se non sono remy), vanno ridotti di calibro e privati delle squame del cuticolo. Per fare questo si deve effettuare la cosiddetta
decuticolazione, ovvero la spellatura del capello, rimuovendo gli strati esterni del cuticolo, in modo da lasciare esposta la parte più interna, la corteccia, con uno strato cuticolare residuo ridottissimo che i numerosi trattamenti fondono sulla corteccia come una vernice.
Per i cinesi occorre una decuticolazione doppia rispetto a quella necessaria per gli indiani.

Un capello è costituito in gran parte da cheratina ed è strutturato, sinteticamente, come segue:



Vari strati cuticolari ricoprono la corteccia che protegge il midollo.

I capelli vengono prima decuticolati, cioè privati del rivestimento cuticolare con un bagno in acido formico a caldo per un'ora.
A quel punto parte la decolorazione chimica che li rende bianchi.
Da qui i capelli vengono suddivisi a mazzi e messi a colorare nei pentoloni con le varie tonalità di colore, dal biondo al nero.

Tutti
questi trattamenti fanno sì che i capelli perdano le loro naturali proprietà, tanto più quanto meno accorto, accurato o esperto è stato il processo di trattamento. Senza cuticolo sono più esposti all'ossidazione dei pigmenti con cui sono stati colorati e quindi tendono a diventare rossi, anche per la minor protezione dall'azione dei raggi ultravioletti. Senza cuticolo si comportano in modo imprevedibile nei confronti di colorazioni e trattamenti di vario genere: sarebbe buona norma evitare la ricolorazione con coloranti aggressivi (ammoniaca, resorcina, ecc.) e limitarsi ad usare un riflessante, uno dei tanti shampoo-color in commercio.

Quando i capelli si aggrovigliano


Questo è un capello naturale in tre condizioni diverse:



A sinistra si nota un capello in perfette condizioni, come un capello giovane, ed in stato di assoluta refrattarietà; al centro un capello in condizioni normali, come un capello di svariati mesi e mediamente recettivo; a destra un capello in pessime condizioni, forse vecchio o magari trattato ed in stato di massima recettività.

Ciò che li differenzia è lo
strato cuticolare, quell'insieme di scaglie che sono chiuse a sinistra ed aperte ad albero di Natale a destra.
Lo strato cuticolare protegge la corticale del capello e pure il midollo. Quando tale strato è integro, con le scaglie chiuse, nulla può danneggiare l'interno del capello che non si sfibra né si decolora.

Le scaglie però tendono ad aprirsi, soprattutto per l'azione delle cariche elettrostatiche di superficie, esponendo le parti sensibili del capello, sia per normale invecchiamento che per l'azione di sostanze chimiche alcaline, quali quelle che si usano per tingere i capelli, che hanno la capacità di far aprire momentaneamente le scaglie per permettere al pigmento di raggiungere l'interno del capello, dopo di che le scaglie si richiudono ma non completamente, per cui mano a mano che si susseguono i trattamenti, il capello si deteriora sempre di più.

Le scaglie sono importanti anche per un altro motivo, al di fuori dell'ambito naturale, visto che in natura i capelli hanno le scaglie cheratiniche
orientate tutte nello stesso verso.

Nelle parrucche, toupet, parrucchini, impiantie protesi, se i capelli non vengono inseriti tutti nello stesso verso, come in natura, o se addirittura vengono come si dice
doppiati, cioè piegati in due e fissati sul punto di piega, così che da un solo capello lungo si hanno due capelli che escono dalla base della protesi, accadono cose molto spiacevoli.

Le placche cheratiniche sembrano strutture fragilissime al microscopio, tipo Dolce Millefoglie, ma al contrario hanno una tenuta spaventosa come tutte le strutture cheratiniche. In questo modo, due capelli con le placche inversamente orientate che vengano a contatto fusto contro fusto, tendono come si dice ad
embricarsi, cioè ad agganciarsi e sovrapporsi in vari punti tra di loro. Se tutto l'impianto o la parrucca è costituito da capelli inseriti casualmente, l'effetto è logicamente quello di un guazzabuglio colossale, inestricabile se non con forti colpi di pettine che possono districare ma anche spezzare o strappare a seconda delle situazioni.

E' superfluo dire che, quando i capelli sono giovani o trattati in modo da avere le placche il più possibile chiuse, questo effetto è minimo. Fastidioso quando il capello invecchia, insormontabile quando il capello è vecchio o addirittura si cerca di tingerlo, cioè quando presenta le placche aperte al massimo.

Il fenomeno è attenuabile con sostanze che
sigillano le placche ed abbattono le cariche elettrostatiche (oli siliconici) oppure sostanze acide che tendono a chiudere le placche (le sostanze alcaline invece tendono ad aprirle).

Tutto questo per dire che da 30 anni i buoni produttori cercano di evitare questo problema.
Dapprima con la
tecnica Remy: la raccolta dei capelli dallo stesso donatore mantenendo per tutta la lavorazione lo stesso verso naturale, per cui sulla protesi i capelli risultano orientati come in natura e con ciò senza il minimo problema e senza la minima necessità di trattamenti chimici aggressivi.

Questa metodica era ed è tutt'ora abbastanza costosa perché impedisce raccolte di massa e costringe ad una lavorazione separata e particolare. Per questo
"capello Remy" è ancor oggi sinonimo di qualità.

Da circa 15 anni si è trovato il modo di creare capelli
privi di verso, cioè senza strato cuticolare e quindi senza scaglie, semplicemente sciogliendo tale strato in un bagno di acido formico ad alta temperatura.
Il capello ne esce denaturato ed indebolito ma adatto ad essere decolorato e ricolorato come si vuole: sono i cosiddetti
capelli indiani, quelli massimamente utilizzati per gli impianti moderni. Sono dei Remy artificiali.
Non hanno problemi di verso, costano poco (perché possono essere lavorati in massa e senza la minima cura per quanto riguarda il loro verso) ma la loro durata è condizionata dai trattamenti subiti: dopo pochi mesi assumono tonalità rossastre, diventano stopposi, si sfibrano, si spezzano, ecc.


La classificazione dei capelli


Alla luce di quando detto ecco la
classificazione qualitativa dei capelli protesici, da tutti riconosciuta:

1) capelli europei (Remy per definizione, visto che, considerato il loro costo, nessuno sarebbe così pazzo da rovinarli in un'applicazione non-Remy; sono stati raccolti e lavorati mantenendo il verso originale e sono non-trattati, nel senso che non hanno subito modificazioni anatomiche, pur potendo essere stati, ad esempio, colorati, arricciati, ecc.)

2) capelli (indiani) Remy (i migliori tra gli indiani, quelli più simili agli europei. Come per questi, possono aver subito colorazioni o decolorazioni ma mai trattamenti aggressivi e denaturanti)

3) capelli indiani (sono Remy artificiali, visto che, oltre a colorazioni e decolorazioni, hanno subito trattamenti molto aggressivi che hanno modificato l'anatomia del capello, privandolo dello strato cuticolare; le loro ottime proprietà sono limitate a pochi mesi di uso)

4) capelli non-Remy (sono capelli non trattati e per questo di bell'aspetto iniziale, ma raccolti e lavorati alla rinfusa, con l'effetto che, dopo pochissimi mesi, mano a mano che le scaglie dello strato cuticolare si aprono, si trasformano in un groviglio inestricabile)


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